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L’Alzheimer è una patologia che porta ad una progressiva degenerazione delle cellule cerebrali, provocando un graduale declino delle funzioni cognitive, nonché un deterioramento della personalità e della vita di relazione, creando quindi una situazione molto complessa e difficile per la famiglia che deve assistere il malato.

Tutto questo richiede pertanto un’attenzione costante alla persona sofferente (che perde a poco a poco la capacità di provvedere autonomamente a se stessa) e la messa in atto di una serie di interventi di diverso tipo per restituire dignità all’esistenza quotidiana del paziente.  

L'Alzheimer rappresenta il 50/60% di tutte le sindromi degenerative conosciute. Nel mondo gli ammalati ammontano a 25 milioni. Questi numeri sono destinati a crescere, anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale. Infatti, guardando i dati ISTAT e quelli dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, risulta che la popolazione mondiale sta invecchiando in modo costante, incrementando così i dati di prevalenza della Demenza. La malattia può durare dai 3 ai 20 anni.

Secondo l'Istituto Nazionale Statistico, l'età media della popolazione oggi in Italia è di 43 anni. Stando al trend di crescita della popolazione, si prevede che nel 2050 un italiano su tre avrà 65 anni. Secondo un importante studio a livello europeo, che ha coinvolto oltre 2.000 pazienti e relativi assistenti, metà dei quali italiani, le famiglie si trovano ad affrontare da sole questo peso sociale, psicologico ed economico, anche per gli aspetti più critici come la gestione della terapia.

Ai malati corrispondono almeno altrettanti caregiver (colui che si prende cura), coinvolti nel 70% della gestione dell'attività terapeutica ed in prima analisi quella farmacologica. Nel 95% dei casi a svolgere questo ruolo è un familiare del malato e in un caso su due un figlio o più spesso una figlia. Il 72% dei caregiver è di sesso femminile.

Ogni anno in Italia si contano 409.000 nuovi casi di Demenza: 141.000 uomini e 268.000 donne discrepanza motivata dal fatto che la vita media per gli uomini è di 79,4 anni, per le donne di 84,5. Incrociando questi dati è evidente come all'orizzonte si profili una vera e propria emergenza, dal punto di vista sanitario, economico, sociale e psicologico. Nel 2010 infatti ci sono stati 66,2 ricoveri ospedalieri ogni 100.000 abitanti. Nel 2012 i costi sanitari per far fronte a problemi correlati alla demenza sono stati 11.439 milioni di euro (pari allo 0,73% del PIL).

 

L’Alzheimer in ITALIA

Sono 800 mila i malati di Alzheimer in Italia, di cui 60.000 in Emilia Romagna, e il loro numero raddoppierà entro il 2050. "Un nuovo caso ogni 33 secondi". I malati ed i familiari hanno bisogno delle associazioni di volontariato, delle strutture diurne, e dell'Assistenza domiciliare per alleviare ad un dramma che condiziona ogni singolo momento della giornata per la:

  • fisioterapia, con trattamento presso il malato (progetto di Assistenza domiciliare specializzata che AMA ha in programma per il 2015/2016)
  • musicoterapia e la Tangoterapia (solo la musica sembra avere la capacità di parlare alla memoria più antica che è presente dentro di noi) qualcuno che faccia ballare e sorridere i malati e non farli soffrire più di quanto già soffrono.

 E' importante ricordare che attualmente non esiste una terapia in grado di prevenire o guarire questa malattia. L’Alzheimer rischia quindi di diventare una delle principali forme di invalidità e la presenza di persone che dedicano parte del proprio tempo alla solidarietà nei confronti di chi è colpito da questa sindrome costituisce una risorsa di inestimabile valore.

Per questo motivo, i volontari dell’ A.M.A. di Ferrara, dedicano parte della propria attività all’organizzazione di EVENTI volti a sensibilizzare i cittadini su questa grave sindrome e sulle problematiche ad essa connesse e a raccogliere fondi per finanziare le attività a favore dei malati e dei loro familiari.

Comportamenti che potrebbero derivare dall'Alzheimer

1. Perdita di memoria che compromette la capacità lavorativa. La dimenticanza frequente o un’inspiegabile confusione mentale può significare che c’è qualcosa che non va.
2. Difficoltà nelle attività quotidiane. Il malato di Alzheimer potrebbe preparare un pasto e non solo dimenticare di servirlo, ma anche scordare di averlo fatto.
3. Problemi di linguaggio. A tutti può capitare di avere una parola “sulla punta della lingua”, ma il malato di Alzheimer può dimenticare parole semplici o sostituirle con parole improprie.
4. Disorientamento nel tempo e nello spazio. Il malato di Alzheimer può perdere la strada di casa, non sapere dove è e come ha fatto a trovarsi là.
5. Diminuzione della capacità di giudizio. Il malato di Alzheimer può vestirsi in modo inappropriato, per esempio indossando un accappatoio per andare a fare la spesa o due giacche in una giornata calda.
6. Difficoltà nel pensiero astratto. Per il malato di Alzheimer può essere impossibile riconoscere i numeri o compiere calcoli.
7. La cosa giusta al posto sbagliato. Un malato di Alzheimer può mettere gli oggetti in luoghi davvero singolari, come un ferro da stiro nel congelatore o un orologio da polso nel barattolo dello zucchero, e non ricordarsi come siano finiti là.
8. Cambiamenti di umore o di comportamento. Nel malato di Alzheimer sono particolarmente repentini e senza alcuna ragione apparente.
9. Cambiamenti di personalità. Il malato di Alzheimer può cambiare drammaticamente la personalità: da tranquillo diventa irascibile, sospettoso o diffidente.
10. Mancanza di iniziativa. Il malato di Alzheimer la perde progressivamente: in molte o in tutte le sue solite attività.

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