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LABORATORIO BENESSERE

Ferrara: Centro Sociale IL PARCO via della Canapa, 4 - 12 incontri settimanali il martedì mattina dalle 9.30 alle 12.30 per pazienti.

Il corso inizierà martedì 13 febbraio 2018 e si concluderà 8 maggio 2018.

Gli incontri del laboratorio benessere si svolgono con un gruppo compreso tra le 8 e le 10 persone.

Professionisti coinvolti psicologa Marcella Liporace, Linguista Valeria Tinarelli e Musicoterapeuta Eugenio Sorrentino.

 

Premessa

Nell’ambito del trattamento delle persone affette da demenze, negli ultimi anni è emerso un crescente interesse per gli interventi non-farmacologici (Fagherazzi et al., 2009), che comprendono la stimolazione cognitiva (Spector et al., 2003, 2010; Mapelli et al., 2013), l’orientamento alla realtà (Onder et al., 2005), la terapia di reminiscenza e approcci artistici ed espressivi quali la danza e la Musicoterapia.

L’interesse per gli interventi non-farmacologici nelle demenze è stato incrementato da un lato dall’attuale emergenza sanitaria e sociale associata alla crescita dell’incidenza di casi di demenza, e dall’altro dalla mancanza di un trattamento farmacologico capace di modificare il decorso della malattia.

Inoltre le evidenze emerse dalla pratica clinica sull’effetto delle demenze sulla qualità di vita della persona che ne soffre e delle persone che la circondano e la assistono, stanno rimarcando sempre di più l’importanza fondamentale di mettere la persona con demenza e i suoi bisogni al centro della cura, ma seguendo un approccio globale che intervenga su tutti gli aspetti della persona, sul caregiver, sul sistema di relazioni e sull’ambiente di vita. (Kitwood, 1997; Pradelli, 2004, 2005).

E' infatti importante intervenire nei casi di demenza, per migliorare il quadro cognitivo, comportamentale, funzionale ed emotivo del paziente, per rallentare il decorso della malattia e ritardare l’istituzionalizzazione, favorendo il suo benessere e quello  dei suoi famigliari, attraverso l'utilizzo di protocolli di intervento strutturati e validati (Pradelli et al., 2008).

 

Ruolo del caregiver

L'associazione AMA è da anni impegnata a fornire ai suoi Soci un'offerta terapeutica psico-sociale  a sostegno e integrazione della terapia farmacologica, e il Laboratorio Benessere ha come primo scopo quello di sollevare  il caregiver dal carico assistenziale quotidiano.

Nella malattia di Alzheimer, il ruolo del caregiver è assolutamente centrale. Questo rappresenta la persona, di solito un familiare, che si occupa più strettamente di accudire il parente affetto da demenza e che viene individuata, da parte dei servizi di supporto socio-assistenziale, come il referente del caso.

Svolgere questo ruolo non è affatto semplice, soprattutto quando la malattia coinvolge direttamente anche i sentimenti del caregiver perché legato al malato da un rapporto affettivo. Ogni familiare di un paziente che soffre di questa patologia, si trova alle prese con la sofferenza di vedere cambiare progressivamente il proprio caro che modifica progressivamente il proprio rapporto con gli altri perdendo non solo le capacità cognitive, ma anche parte di quella identità che prima lo contraddistingueva come persona unica.

Tutto ciò ha un impatto emotivo molto forte per il caregiver  che vive emozioni contrastanti, e solo quando riuscirà a trovare un equilibrio tra se stesso e la malattia del proprio caro abituandosi alla sua costante presenza, inizierà ad accettare il proprio dolore assumendo comportamenti più sereni e costruttivi nei confronti del malato oltre che di se stesso.

Quest'anno proprio per le motivazioni prima elencate, oltre a tutte le attività che A.M.A. propone sul territorio sul terreno della prevenzione secondaria, l'associazione si è posta come obiettivo la creazione di un progetto, il Laboratorio Benessere, con una duplice finalità: prendere in carico il paziente per una mattina facendogli svolgere attività mirate e consentire ai famigliari di concedersi del tempo per sé. Questa proposta nasce dall'idea di ispirarsi ai “COGS Club” che  nascono nel 2011 dall'esperienza dell'infermiera inglese Jackie Tuppen, la quale ha ideato un percorso in cui i pazienti sono impegnati per tre/quattro ore liberando così le famiglie dal lavoro di continua assistenza che sono chiamate a svolgere.

Struttura del progetto

Il progetto si articola in tre diversi momenti dove verranno svolte tre diverse tipologie di attività.

1- La stimolazione cognitiva

2- Musicoterapia

3- Stimolazione linguistica

 

Destinatari e requisiti per la partecipazione

Il progetto "Laboratorio Benessere" è rivolto a persone colpite da malattia di Alzheimer con un danno lieve o moderato - e quindi non adatte a essere inserite in una struttura o in un centro diurno - che già partecipano o hanno partecipato ad altre attività di A.M.A. come "Per non perdersi", Tangoterapia, ecc..

 

I criteri di esclusione sono le condizioni che rendono possibile la partecipazione al corso e possono essere:

  1. diagnosi di demenza di Alzheimer (documentata dal Centro Esperto);
  2. abilità di linguaggio preservate (produzione e comprensione);
  3. abilità di partecipare in attività di gruppo per almeno tre ore (Assenza di sintomi comportamentali che impediscano la partecipazione ad attività di gruppo; cluster comportamentale: agitazione; attività motorie aberranti; vagabondaggio).

 

Tale gruppo deve essere il più possibile omogeneo dal punto di vista cognitivo e di alcune variabili

socio-demografiche (es. età, anni di scolarità…) per evitare sentimenti di frustrazione ed eventuali

drop-out (abbandono).

La selezione dei partecipanti sarà effettuata in collaborazione con il Centro Esperto Disturbi Cognitivi dell'Ospedale Sant'Anna di Cona.

 

Valutazioni

Le valutazioni avverranno seguendo la seguente modalità:

Valutazione pre   →  valutazione in corso → valutazione post

Verrà valutato l’intero gruppo selezionato, costituito dalle persone che parteciperanno al corso.

In tal modo potranno essere confrontati i risultati e gli andamenti dei partecipanti prima durante e dopo il corso. Tali valutazioni avverranno attraverso la somministrazione di batterie psicometriche con le quali verranno monitorate le seguenti variabili: cognitiva, umore, qualità di vita e benessere psicologico.

 

Obbiettivi

Il laboratorio benessere si propone di mantenere le capacità residue del malato, di contenere lo stress del familiare e di ridurre l’isolamento di entrambi. Vengono così a delinearsi due sotto-obiettivi:

STIMOLAZIONE E SOSTEGNO AL MALATO

  • Mantenere le abilità cognitive residue dell’anziano contrastando il deterioramento dovuto
  • alla malattia;
  • Promuovere il più possibile l’autonomia;
  • Favorire il benessere psicologico, l’autostima e il senso di autoefficacia;
  • Ridurre, ove presente, la sintomatologia ansiosa e depressiva;
  • Favorire la socializzazione contrastando il rischio di isolamento purtroppo frequente in
  • questi malati.

 

SUPPORTO AL CAREGIVER

  • Supportare il lavoro di cura;
  • indurre lo stress comportato dal lavoro di assistenza.

 

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